Le crescenti tensioni che coinvolgono l’Iran sono destinate a far aumentare i prezzi dei voli per i consumatori americani, con gli esperti che avvertono che le tariffe aeree potrebbero aumentare in modo significativo nelle prossime settimane. La situazione deriva dalle interruzioni nella fornitura di petrolio, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz, una via d’acqua critica che gestisce circa il 20% del traffico petrolifero globale. Mentre il conflitto persiste, gli effetti a catena sui costi del carburante per aerei stanno diventando sempre più evidenti.
L’impennata dei prezzi del carburante
L’International Air Transport Association (IATA) riferisce che i prezzi globali del carburante per aerei sono già aumentati del 58,4% dall’inizio del conflitto. Questo picco è alimentato sia dal passaggio limitato attraverso lo Stretto di Hormuz sia dalla ridotta produzione di raffinazione del petrolio in paesi come la Cina, creando quello che gli analisti descrivono come un “doppio smacco” per i costi del carburante per aerei.
Diversi vettori internazionali, tra cui Air New Zealand e SAS, hanno già iniziato a trasferire queste maggiori spese di carburante sui passeggeri attraverso aumenti delle tariffe. Patrick De Haan, responsabile dell’analisi petrolifera di GasBuddy, sottolinea la volatilità della situazione, esortando i viaggiatori a bloccare il biglietto aereo adesso mentre i prezzi sono relativamente stabili. “Più a lungo continua questa incertezza, più a lungo le tariffe aeree potrebbero rimanere elevate”, afferma.
Rispondono le compagnie aeree statunitensi
Sebbene nessuna delle principali compagnie aeree statunitensi abbia esplicitamente citato il conflitto iraniano come motivo dell’aumento dei prezzi, il CEO di United Airlines Scott Kirby ha riconosciuto che l’aumento dei costi del carburante si tradurrà presto in tariffe più alte. Le compagnie aeree statunitensi in genere non si proteggono dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio, il che significa che sono vulnerabili agli impatti immediati derivanti da improvvisi picchi di costo.
Le compagnie aeree a basso costo come Spirit sono particolarmente a rischio, poiché operano con margini ridotti e non possono facilmente assorbire l’aumento delle spese per il carburante. Secondo Katy Nastro, esperta di viaggi di Going, queste compagnie aeree low cost “non possono permetterselo in termini di profitti”.
Disparità regionali
L’impatto non sarà uniforme. Tom Kloza, un analista petrolifero indipendente, osserva che i voli verso gli stati degli Stati Uniti occidentali e le destinazioni nel Pacifico, che dipendono fortemente dalle raffinerie di petrolio asiatiche, probabilmente subiranno i supplementi di carburante o gli aumenti delle tariffe più significativi.
Strategie di prenotazione
Nonostante gli incombenti aumenti dei prezzi, alcune offerte di volo rimangono disponibili. Nastro consiglia di prenotare biglietti rimborsabili in classe Economy per garantire flessibilità nel caso in cui i piani di viaggio debbano essere modificati. Questa opzione potrebbe costare di più in anticipo ma consente modifiche o cancellazioni senza perdere l’intero valore del biglietto.
Per le stagioni di punta, come l’estate, Nastro consiglia di prenotare voli nazionali da tre a sette mesi in anticipo e voli internazionali da quattro a dieci mesi prima.
“Finché lo Stretto [di Hormuz] sarà chiuso, sarei propenso a prenotare i miei biglietti adesso, invece che più tardi,” ha detto Kloza.
La situazione rimane fluida, senza una tempistica chiara per la risoluzione. Tuttavia, una cosa è certa: l’instabilità globale continuerà a tradursi in incertezza sui viaggi per i consumatori. De Haan conclude: “Le compagnie aeree non avranno fretta di abbassare i prezzi”.
